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Premio Vienna | Artists’ Sharing

Foto per sito. Antonio Perticara

Domenica 17 maggio, alle ore 17, i vincitori della terza edizione del Premio Vienna, Elena Rivoltini e Antonio Perticara, presentano il loro lavoro di ricerca presso Bears in the Park.

Il Premio Vienna è un programma di residenza internazionale promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, dalla Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, in collaborazione con la Universität für angewandte Kunst Wien / Angewandte Performance Laboratory (APL) e Bears in the Park. Per sei mesi, il programma sostiene due artisti italiani che operano nel campo della performance art.

 

Elena Rivoltini
Incanto

Elena Rivoltini è una performer, artista del suono, esperta di erbe selvatiche e curatrice, la cui pratica artistica coinvolge la voce, gli archivi personali e le metodologie corporee. Le sue opere intrecciano speculazioni somatiche, poetiche dell’ascolto ed ecologie commestibili. È fondatrice di Archive of Voices e curatrice di CASASTUDIO, uno spazio con sede a Milano dedicato alle pedagogie alternative e alla radical softness. Ha collaborato con il Festival di Santarcangelo, la Biennale di Musica e Teatro di Venezia, la Triennale di Milano, Centrale Fies, Kunsthal 44Møen, il LAC di Lugano, il Teatro do Bairro Alto di Lisbona e il Théâtre National Wallonie-Bruxelles.

Incanto è una seduta medianica alla ricerca di voci, surrealismo somatico ed erbe selvatiche locali. Formato dalle parole “in” e “canto”, Incanto si sviluppa come una salmodia speculativa che riscrive archivi personali ed erbari, mettendo in scena la bocca come soglia tra corpi interni ed esterni. In dialogo con Asher O’Gorman (occhio esterno) e Gertrude Henzl (Produttrice alimentare e raccoglitrice di piante selvatiche).

 

Antonio Perticara
Bruno

Antonio Perticara è un artista visivo e performativo, che attinge al complottismo, alle tattiche di guerriglia comunicativa e all’intrattenimento, per cercare di dirottare e riorganizzare le narrazioni dominanti e immaginare contro-storie personali e collettive.

La sua storia personale si intreccia con quella del più grande wrestler della storia, il suo eroe d’infanzia: Bruno Sammartino. Bruno è una storia patafisica che mette in discussione e gioca con le logiche dell’infotainment e della propaganda

 

Foto: Courtesy Antonio Perticara

  • Organizzato da: Bears in the Park
  • In collaborazione con: Angewandte Performance Lab, Istituto Italiano di Cultura di Vienna